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Acetone nei bambini e chetosi negli adulti: di cosa si tratta?

L’acetonenia, meglio conosciuta come acetone o chetosi, è una patologia del metabolismo dal carattere transitorio e che si verifica prevalentemente in età pediatrica. Il fenomeno si manifesta quando l’organismo ha bruciato tutti i glicidi a sua disposizione e, in assenza di questi ultimi, comincia a bruciare anche i lipidi per trarre l’energia necessaria. In poche parole, l’acetone non è altro che la risposta dell’organismo ad una carenza di glucosio. Il fenomeno è particolarmente frequente per soggetti dai 3 ai 10 anni o che hanno una esile costituzione corporea. Se si tratta di bambini, il fenomeno prende il nome di acetosi, ma se si tratta di adulti parliamo di chetosi.

Cosa provoca l’acetosi e quali sono i sintomi?

Anche se i sintomi possono essere fastidiosi, l’acetonemia è un fenomeno che non deve preoccupare più di tanto, dato anche il suo carattere transitorio. Per quanto concerne i bambini, le cause del fenomeno sono da ricercare in: • digiuno prolungato; • intensa attività fisica; • febbre; • consumo eccessivo di cibi grassi; • patologie del metabolismo glicidico.

Per quanto riguarda la chetosi negli adulti, invece, il fenomeno può essere indotto da fattori simili a quelli precedenti con l’aggiunta di:

• dieta iperproteica;

• forti stress emozionali e fisici;

• diabete mellito;

• patologie infiammatorie del pancreas,

• gravidanza;

• alcolismo.

Alcuni sintomi sono prevalenti nei bambini e viceversa negli adulti, ma di base possiamo considerare i seguenti:

• bocca secca;

• alitosi;

• lingua biancastra;

• bocca amara;

• vomito;

• inappetenza;

• sensazione di malessere generale;

• irritabilità;

• crampi addominali;

• diarrea;

• cefalea;

• stanchezza;

• sonnolenza.

Negli adulti si verificano anche calo ponderale, sete eccessiva, aritmia cardiaca, ipotensione e abbassamento del pH nel sangue.

Quali cure per l’acetone?

Per combattere l’acetone, sia nei bimbi che negli adulti, è possibile ricorrere a rimedi molto efficaci. Per i bambini basta reintegrare liquidi, magari con bevande zuccherate che apportano glucosio, e ricorrere a medicinali che agiscono sui sintomi gastrointestinali. Una volta ristabilita l’alimentazione tutto torna come prima.

Se parliamo degli adulti, invece, la chetosi generalmente deriva da altre patologie e, quindi, una volta risolte quelle passa anche il fenomeno. Ad ogni modo, i corpi chetonici vengono smaltiti non appena vengono eliminate le condizioni che ne hanno causato l’accumulo.